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Chakra e oli essenziali

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E’ possibile combinare Chakra e oli essenziali per aumentare il potere della pratica di Yoga (e della meditazione)? Certo!

Viviamo in un mondo fatto di energia, dove tutto l’universo si basa su un perpetuo scambio energetico e dove ogni cosa è profondamente interconnessa. Anche questo è uno degli insegnamenti dello Yoga.

Ed è allo stesso tempo la risposta a: Cosa collega aromaterapia e pratica degli Asana? Perché utilizzare gli oli essenziali durante lo Yoga?

Le essenze possono avere un ruolo molto importante nella stimolazione delle energie sottili durante la pratica dello yoga. Gli oli essenziali, se ci pensiamo, non sono altro che l’essenza (appunto!), lo spirito, la forza dell’energia vitale (il prana) della pianta da cui vengono estratte. Il loro effetto è quindi quello di creare un collegamento tra la nostra energia e quella della pianta, gli oli essenziali possono armonizzare ed equilibrare la nostra energia vitale.

Lavorando con la legge di risonanza è quindi possibile creare un punto d’incontro tra le energie presenti nel nostro corpo e quelle della natura che ci circonda.

Utilizzare gli oli essenziali durante lo yoga può accrescere il potere della pratica, ci può rendere ancora più consapevoli.

Se per esempio scegliamo una pratica di Yin o Restorative Yoga e aggiungiamo qualche goccia di olio essenziale di lavanda nel diffusore o la sfreghiamo tra i palmi delle mani e dei piedi aumenteremo il potere rilassante della lezione.
L’aroma della lavanda ci sintonizzerà sulla giusta frequenza.

Allo stesso modo se stiamo lavorando sui chakra, possiamo utilizzare singoli oli essenziali o blend per entrare in risonanza coi i nostri centri energetici e lavorare ancora più in profondità.

Cosa sono i Chakra?

Chakra in sanscrito significa “ruota” e ricorda il continuo movimento di questi centri di energia vitale. Il numero totale dei centri energetici è altissimo, alcuni testi ne identificano oltre 10mila, ma quelli considerati maggiori sono i 7 chakra posti lungo l’asse centrale del corpo, dalla base della colonna vertebrale, fino alla cima della nostra testa.

Quando un chakra è bloccato?

Si dice che un chakra è bloccato quando manca la libera circolazione dell’energia all’interno del corpo e questo può causare disturbi e malesseri, questa energia bloccata può essere causa, sul lungo periodo, di malattie. Per questo è importante capire cosa rappresentano i vari Chakra e come far fluire l’energia (la risposta è semplice: facendo yoga!)

Come funzionano i chakra?

I Chakra sono simili a dei fiori a forma di imbuto, ogni fiore ha un numero differente di petali. I petali rappresentano i canali attraverso cui l’energia è in gradi di raggiungere i chakra: si va dai 4 petali del primo chakra, ai 1000 del chakra della corona.
Ogni chakra è a sua volta collegato alla Sushumna (all’interno della spina dorsale) che rappresenta il più importante canale di energia.
L’energia Kundalini o Shakti, raffigurata come un serpente avvolta 3 volte e mezzo su se stessa giace spesso dormiente alla base della colonna, e quindi a livello del primo chakra. Quando si risveglia attraversa la Sushumna, risvegliando tutti i chakra e arrivando a Sahasrara dove si ricongiunge con la sua controparte maschile, Paramashiva.

Yoga, Chakra e oli essenziali

Nella medicina Ayurvedica l’olfatto è uno dei sensi più importanti, perché collegato direttamente agli stati psichici.
Attraverso la legge di risonanza (come abbiamo già visto) in cui il simile attrae il simile possiamo scegliere l’olio essenziale che più si adatta alla nostra pratica o al Chakra su cui stiamo lavorando.

  • Muladhara – l’essenza o il blend dovrebbero richiamare la terra, le radici e l’energia vitale primordiale. L’olio essenziale di Cedro è perfetto per il primo chakra.
    Se vuoi, puoi massaggiare qualche goccia di olio essenziale sotto i piedi (dopo averla diluita in olio vettore, come l’olio di mandorle) e sentire la profonda connessione con la terra.
  • Svadhistana – la fragranza che scegliamo dovrebbe ricordarci il nostro potere creativo e la fluidità delle nostre emozioni. Per il secondo chakra possiamo scegliere l’olio essenziale di arancio (che richiama anche il colore di questo chakra) e il patchouli.
  • Manipura – il centro del nostro potere personale, per il terzo chakra possiamo optare per l’olio essenziale di limone e lemongrass che ci rendono attivi e allontanano le tensioni: per farci sentire invincibili!
  • Anahata – il chakra del cuore, dove sperimentiamo l’amore disinteressato, quell’abbraccio che cura le ferite dell’anima. Per questo centro energetico possiamo scegliere la lavanda, profondamente calmante e la vaniglia, il cui profumo ci fa sentire al sicuro, protetti, a casa.
  • Vishuddha – il quinto chakra, che separa i centri energetici bassi da quelli alti. Per il chakra della gola possiamo scegliere l’olio essenziale di eucalipto o la menta, che aiutano la comunicazione e ci fanno sentire liberi di esprimerci.
  • Ajna – il chakra del terzo occhio, che ci apre alla più chiara percezione, la capacità di vedere oltre il mondo fisico.
    L’essenza che possiamo associare al sesto chakra è il franchincenso che favorisce la meditazione.
  • Sahasrara – il settimo chakra o della corona. Gli oli essenziali collegati a questo centro energetico sono quelli della tradizione che favoriscono l’elevazione spirituale e la consapevolezza: alloro, il simbolo della mente illuminata, incenso, perfetto per ricontattare la nostra interiorità, e la lavanda che favorisce la crescita spirituale.

Giulia Martinelli – La Scimmia Yoga

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