IL TAIKO

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Le origini storiche del Taiko sono molto confuse, si pensa che sia d’origine indiana e seguendo le orme del Buddismo, dalla Cina e dalla Corea, giunse fino in Giappone intorno al 600 d.C.
In antichi sutra e murali buddisti troviamo raffigurazioni di tamburi simili al Taiko; alcuni dipinti del medioevo raffigurano tamburi intorni alla testa del Dio del tuono e il ritrovamento, nei pressi di Gunma, di una statuetta d’argilla del sesto – settimo secolo, mostra un suonatore con un tamburo portato appeso ad una spalla, e che lo batte sia con una bacchetta sia col palmo della mano come usavano fare i coreani.
Interessante è la leggenda legata al Taiko che sottolinea come questo abbia radice proprio nel più profondo e antico significato spirituale nipponico:
“La Dea Amaterasu, stanca delle gesta del fratello Susanò, oltrepassò la porta del cielo e richiudendola dietro di sè lascio il mondo nel buio totale.
Una piccola e giovane Dea, Ame No Uzume, incitata anche dagli altri Dei, rovesciò una botte di Sakè, vi salì a piedi scalzi e iniziò una danza sempre più frenetica, vivace, potente. I suoi piedi battevano sempre più forte e la danza diventava sempre più sensuale, sembrava posseduta, tanto che anche gli altri Dei iniziarono a danzare e battere i piedi.
La piccola Dea aveva coinvolto tutti in un festare gioioso ed erotico.
Abbassò la fascia che portava sul petto fino ai genitali (ancora oggi si usa una fascia che cinge la testa nei moderni Taiko Ensemble) e la festa divenne un’esplosione di suoni fino al punto che Amaterasu, incuriosita di tanto frastuono decise di aprire la porta del cielo.
Quando vide tutta quella gioia decise di tornare fra gli Dei e quindi di ridare la luce al mondo”.
Il Taiko ha così, da sempre, accompagnato tutti gli aspetti della vita quotidiana: in battaglia per dare ordini o avvertimenti o spaventare gli avversari e per incitare le truppe (il battitore era ritenuto responsabile dell’esito della battaglia); nelle preghiere Shinto dove il Taiko faceva arrivare la sua voce fino ai Kami, era la voce del Buddha nelle preghiere buddiste, era addirittura lo strumento che permetteva di calcolare le distanze da un villaggio ad un altro con il suo potente rimbombo e spesso con il suo suono primordiale.
Il primo suono che l’essere umano ha udito (il cuore) veniva usato per addormentare i bambini.
Terminato il periodo delle guerre fra Clan, dopo la lunga notte dei Samurai, il Taiko fu compagno inseparabile delle feste di corte definendo così un particolare stile di esecuzione Gagaku che ritroviamo nel moderno Taiko Ensemble.

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