Saigon

“Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino”

SAIGON – L’EVOLUZIONE DI UN VILLAGGIO DI PESCATORI

 

Fonte: Corrado Prever

Ecco la fine del viaggio, o forse è il suo inizio, oggi si chiama Ho Chi Minh City, ma per me è e sarà sempre Saigon ed è qui che scatterò le prossime fotografie.

Fotografie si, ma a che cosa, perché ero davvero lì?
Dopo un’adolescenza a cavallo tra anni 70 ed 80 Saigon era diventata il centro di un mondo che immaginavo attraverso i film di una guerra appena finita, di una guerra persa dagli americani, di una guerra dove sembrava che Davide avesse davvero vinto Golia.

Il treno è arrivato lento, in un mattino nuvoloso e scuro, entrando nella pancia della città, diretto tra le vie attraversando strade e semafori, radendo i muri delle case passando a poche decine di centimetri.
Mi viene in mente quella famosa frase ‘sono solo a Saigon‘.
Dopo aver trovato, il piccolo albergo prenotato via telefonino inizio ad esplorare il posto, a scattare foto ai grattacieli che mi circondarono, sono in centro, ma al tempo stesso si tratta di vie piccole e dense di tutto, non solo stradoni.

Qui si percepisce subito che i soldi girano, girano eccome, si percepisce che arte e cultura hanno qui una spinta diversa.
Le attività sono dappertutto e l’energia del posto ti attraversa insieme allo smog e all’umido che invece si appiccica.
Saigon è grossa, oltre sette milioni di anime, costruzioni ovunque, interi quartieri divelti per i lavori della futura metropolitana, al confronto Hanoi nonostante di fatto si ala capitale mi è sembrata una città sonnolenta.
Esploro con calma dopo essermi gustato l’ottimo ed ennesimo caffè vietnamita, alcune vie sono letteralmente impercorribili ma davvero la costruzione di una metropolitana è qualcosa che non può più essere rimandata. Noto che anche qui come a Bangkok tutti i lavori necessari per queste immense opere sono in mano ad aziende giapponesi.
Mi convinco che merita di sicuro salire in cima alla Bitexco Financial Tower per avere una bella visuale d’insieme di Saigon dall’alto e lo faccio una sera, in modo da poter vedere il tramonto ma soprattutto poter fotografare l’accendersi delle luci di Saigon e la sua notte, davvero immagini a cui tengo molto.
Girando per le vie incontro varie architetture francesi frammiste a palazzi moderni, insieme in questa matassa ecco comparire alcuni templi in stile cinese, alcuni piccoli giardini, diversi ampli vialoni ereditati anch’essi dal passato coloniale.