I Monaci del Tempio Shaolin

Una volta ammesso, il novizio veniva sottoposto a prove massacranti che avrebbero scoraggiato chiunque, allo scopo di constatare se la sua personalità fosse idonea

I Monaci del Tempio Shaolin

Il tempio di Shaolin dista 70 km a sud-ovest da Zhengzhan, capoluogo della provincia dell’Henan in Cina, ed è luogo d’origine del Chan (Zen), scuola principale del Buddismo cinese e dello Shaolinwushu, la più famosa delle arti marziali cinesi. Situato ai piedi del monte Songshan con dietro il picco Wuru e di fronte il monte Shaoshi, è completamente riparato dalle foreste con all’interno antichi piani che si elevano fino al cielo
Fu costruito nel XIX anno dell’imperatore Xiaowen dalla dinastia Wei del nord (485 d.C.) con il proposito di ospitare un eminente monaco indiano di nome Batuo. Dopo 32 anni un altro monaco indiano, Bodhidarma (in cinese Ta Mo) si recò al tempio di Shaolin dove rimase in meditazione per 3 anni nella grotta che sta sotto la cima Wuru. Quando l’azione di ricerca fu completata e Bodhidarma uscì dalla grotta, lo Zen vide la luce.
Divenuti suoi discepoli i monaci del Tempio sedevano per lungo tempo in meditazione (ovvero la via essenziale verso l’illuminazione) divenendo sempre più deboli nel corpo, facile preda del sonno e di aggressioni esterne. Per ovviare a questo, imitarono i movimenti degli animali e le attività della gente creando così un’arte marziale per muovere ossa e muscoli e rafforzare la salute. I racconti dell’epoca dicono che fosse tutt’altro che facile essere ammessi a studiare a Shaolin Szu e che, una volta ammesso, il novizio veniva sottoposto a prove massacranti che avrebbero scoraggiato chiunque, allo scopo di constatare se la sua personalità fosse idonea. In seguito a ciò gli veniva rasata la testa sulla quale un monaco anziano, con un’apposita cerimonia, applicava delle bruciature che avrebbero suggellato la scelta del monaco. A quei tempi era pressoché impossibile entrare o uscire dal monastero senza l’approvazione dei superiori, perché le vie d’accesso erano zeppe di trappole mortali; il monaco Shaolin poteva dunque lasciare il monastero solo quando i maestri l’avessero giudicato pronto. A questo punto, sempre secondo le fonti dell’epoca, egli doveva superare un’ultima prova, la più terribile: le 36 camere. Il monaco doveva affrontare 36 confratelli che avrebbero combattuto senza esclusione di colpi, dimostrando la propria abilità e preparazione.
Gli stili di imitazione degli animali sono l’originale fonte di ispirazione dello Shaolin wushu ed ancora al giorno d’oggi giocano un ruolo molto importante. Come dice il nome stesso, gli stili di imitazione sono delle tecniche di combattimento create imitando gli animali o gli insetti. Dai possenti leopardi o tigri ai piccolissimi grilli, formiche o mantidi, tutte le creature viventi sono equipaggiate con abilità speciali e uniche per la loro sopravvivenza. Senza dubbio l’essere umano è la specie più intelligente, tuttavia gli animali possiedono punti di forza che mancano agli uomini.
Per i monaci shaolin esistono due tipi di forze: la forza esteriore che è visibile ma svanisce con l’età e soccombe alle malattie; l’altro genere è il QI (chi), la forza interiore, tutti gli uomini la possiedono, ma è infinitamente più difficile da sviluppare”.