Le Maschere Hahoe

Le maschere Hahoe vengono utilizzate durante gli spettacoli di danza Tal Chum, una delle forme teatrali più antiche della Corea

Le Maschere Hahoe

Le maschere Hahoe vengono utilizzate durante gli spettacoli di danza Tal Chum, una delle forme teatrali più antiche della Corea. I personaggi rappresentati durante gli spettacoli sono molteplici, tra cui: Yangban, l’aristocratico arrogante, Sonbi, lo studente pedante, Bune, la giovane donna provocante, Chung, il monaco buddista depravato, Imae, il servo pazzo, Baekjung, il macellaio volgare e Halmi, la vecchia vedova. La danza delle maschere, che tradizionalmente ha luogo nel villaggio di Hahoe, nella zona di Andong, è stata tramandata dalla dinastia Goryeo (918–1392) fino ai giorni nostri.
Inizialmente pare che 14 maschere di 13 diversi tipi fossero state realizzate da Heo Doryeong, nell’epoca Goryeo. Tre di queste però, andarono perdute, e sono giunte fino a noi solo 11, designate come tesori nazionali e conservate nel Museo Nazionale di Corea.
Nel secondo giorno del primo mese lunare, durante il Capodanno Lunare, gli abitanti si riunivano per eseguire un tipo di rappresentazione, ‘Byeolsingut’, che era anche un rituale per lo spirito a guardia del villaggio. Per far sì che la performance non fosse troppo seriosa, gli abitanti si esibivano impersonando vari personaggi: lo ‘yangban’ (aristocratico), il ‘seonbi’ (erudito), il ‘choraengi’ (ficcanaso), lo ‘yeonggam’ (anziano), lo ‘imae’ (sciocco), il ‘baekjeong’ (macellaio), la ‘halmae’ (nonna), lo ‘juji’ (leone immaginario), e tanti altri.
Un giorno, uno scapolo del villaggio disse agli altri: “Tempo addietro, un monaco buddhista è scappato con una donna (gaksi) portandola sulle spalle. Se noi impersonassimo questo tipo di scena e facessimo una satira del mondo aristocratico corrotto, non sarebbe più interessante?”. E fu così che gli abitanti del villaggio decisero di ampliare la loro performance.
Facendo una satira della classe superiore, gli abitanti del villaggio iniziavano anche una danza, così che il pubblico potesse distinguere chiaramente chi fossero i personaggi. Dopo il successo che ebbero queste messe in scena, fu chiesto a Heo Doryeong, famoso per la sua bravura, di confezionare delle maschere. All’inizio egli rifiutò, ma poi ricevette una rivelazione dallo spirito guardiano del villaggio, che apparsogli in sogno, gli ordinò di impegnarsi a fare quelle maschere. Così egli si ritirò in casa e non permise a nessuno di entrare, iniziando la sua opera.
Quando egli era sul punto di finire e aveva completato 13 maschere, la donna che era innamorata di lui non potè più resistere alla lontananza e andò a cercarlo. Si intrufolò in casa sua e gli disse: “Heo Doryeong, prenditi una pausa prima di continuare”. In quel momento, una pioggia fortissima discese dal cielo, e Heo Doryeong, che stava per completare il mento della maschera, vomitò sangue e collassò morendo. Si dice che per questo, ancora oggi la maschera imae non abbia un mento.