Karakorum l’Antica Capitale Mongola

Gengis Khan decise di costruire una capitale all’incrocio delle strade della Via della Seta che collegavano l’Oriente con l’Occidente

Karakorum l’Antica Capitale Mongola

Quando Gengis Khan nel 1220 decise di costruire una capitale per il suo regno nella valle del fiume Orkhon, all’incrocio delle strade della Via della Seta che collegavano l’Oriente con l’Occidente, le considerazioni non erano solo di carattere strategico: la regione, infatti, da oltre mille anni era identificata con la formazione stessa dello Stato per le popolazioni nomadi che vi si erano succedute. Chi dominava “la foresta di Ötükän”, come veniva allora chiamata la valle, possedeva il lustro dell’autorità e la fortuna del destino, e poteva governare dal centro del mondo un nuovo impero egemone nel mondo delle steppe. La città di Karakorum fu edificata sotto il figlio di Genghis Khan, Ögedei, nel 1235, e rimase la capitale dell’impero mongolo sotto i successori Güyük e Möngke. Durante questo periodo di splendore furono molti gli stranieri che visitarono Karakorum, tra cui i francescani Giovanni di Pian del Carpine e Guglielmo di Rubruck.
A causa delle lotte interne per la successione nel 1260 la città subì pesanti distruzioni e Kublai Khan spostò la capitale e lasciò a Karakorum il ruolo di centro amministrativo e snodo commerciale più importante della “provincia a nord delle montagne”, almeno fino al 1388 quando fu distrutta dall’esercito cinese dei Ming.
Tra i monumenti più significativi vi sono le grandi Tartarughe di granito, simbolo di eternità, che indicavano l’ingresso ai vari palazzi della capitale e avevano la funzione di proteggere la città stessa. Vi è poi il Monastero Erdene Zuu (“cento tesori”), la cui costruzione iniziò nel 1586 utilizzando le rovine di Karakorum, circondato da alte mura, aveva anche funzione di fortezza.
E’ il più antico monastero buddista del Paese, con funzione anche di fortezza, e contava inizialmente da 60 a 100 templi e circa 300 gher, capace di ospitare fino a cento monaci. Oggi se ne possono ammirare i tre templi superstiti, circondati da una possente cinta muraria e dedicati alle tre fasi della vita del Buddha (l’infanzia, l’adolescenza e la maturità) e la preziosa collezione di opere d’arte, con lavori di importanti artisti del Buddismo.