I Fachiri

Fachiro deriva dall’arabo faqir ed indicava in origine un asceta musulmano che aveva fatto voto di povertà

I Fachiri

I fachiri e, più in generale, i “santoni” indiani sono personaggi estremamente “pittoreschi”; sono figure cioè che sia solo per il loro particolare aspetto oppure per le “prove” a cui sottopongono il loro corpo valgono a creare un’atmosfera misteriosa e selvaggia, di cui l’India è da sempre stata considerata il simbolo.
Il termine fachiro deriva dall’arabo faqir ed indicava in origine un asceta musulmano che aveva fatto voto di povertà. Successivamente fu però usato dai viaggiatori e dai missionari europei del Settecento per indicare i mendicanti indù dediti allo yoga e a particolari pratiche ascetiche.
E questo è il significato che la parola ha nelle attuali lingue europee: “penitente indiano che compie dolorosi atti di mortificazione”. Infatti, la prima immagine che la parola fachiro evoca alla nostra mente è quella di un personaggio magrissimo che, incurante del dolore, si sdraia su un letto di chiodi o che cammina impavido sui carboni ardenti.