Discipline dello spirito

“Usa il karate, il judo, l’aikido o qualsiasi altro stile per costruire la tua controffensiva.”

DISCIPLINE DELLO SPIRITO: LE ARTI MARZIALI SONO DISCIPLINE DELLO SPIRITO?

 

Fonte: articolo di Lorenzo Speltoni, tratto da corinnazaffarana.com

“Non ci sono competizioni nell’Arte della Guerra. Un vero guerriero è invincibile perché non compete contro nulla. Vincere significa sconfiggere la mente conflittuale che si annida dentro di noi.” Morihei Ueshiba

L’impoverimento della consapevolezza nei riguardi delle variegate forme artistiche e scientifiche che ci circondano è un fenomeno che , a livello antropologico – e non solo – può essere collegato ad una serie di fattori incredibilmente vasta. Così come è pesantemente amplia la lista di esempi di questo decadimento socio-culturale che ci colpisce dall’interno. In questo mio intervento desidero trattare uno di questi esempi in particolare; non per via della sua importanza specifica nei riguardi della nostra esistenza , ma per il semplice motivo che risulta essere ( almeno a mio avviso ) un perfetto modello di descrizione del sistema di svalutazione che avviene ai giorni nostri di tutto ciò che è “sacro” o “nobile”.
Le Arti Marziali sono alcune delle discipline umane più antiche di cui abbiamo conoscenza. Le loro origini , come ad esempio quelle dello Yoga e della meditazione , si perdono nella notte dei tempi, anche se si stima che una delle prime forme di “scuola” marziale – se non la prima- sia nata in India , non a caso , a parer mio, la presunta patria natia delle tecniche meditative. Questa disciplina indiana ha un nome e una sua variante esiste ed è mantenuta attiva ancora oggi: il Kalaripayattu.

Il mito sull’origine di questo sistema ha tutto il sapore mistico tipico delle tradizioni Induistiche; la leggenda racconta che un Saggio indiano, di nome Parasuana, abbia appreso i segreti del Kalaripayattu dal dio Shiva in persona, che , e questo è davvero un dato affascinante, ha insegnato all’uomo ,insieme a quest’arte , anche le tecniche dello Yoga.
Molti ritengono , dunque, che le prime scuole si siano espanse dal Sud dell’India fino ad arrivare a contaminare tutta l’Asia, rendendo fertile il terreno da cui sarebbero germogliati con naturalezza tutti gli stili Orientali. La questione che merita più attenzione rimane comunque la fusione tra Yoga e movimento esterno. E’ fondamentale comprendere che , seppure evoluta in una sorte di danza da combattimento, il Kalaripayattu nasce come esercizio interno a degli Ordini di natura spirituale organizzati, il che ci fa intendere come “il combattimento” non fosse altro che l’aspetto esterno e “profano” dell’intero sistema, utilizzato principalmente per scopi di allenamento totalmente allineati con le direttive interne e superiori. Il combattimento non è altro che una manifestazione esterna di concetti filosofici assolutamente esoterici.
Il corpo viene utilizzato quasi fosse un attore indipendente da se stessi , per manifestare la più profonda realtà costituita dallo spirito. Praticamente ogni singola scuola orientale che includa l’utilizzo delle tecniche di combattimento segue questo filone di pensiero , che si è sviluppato , ovviamente, in maniera differente a seconda delle esigenze culturali , stilistiche e pratiche di ogni zona. Le caste di veri e propri monaci-guerrieri che vengono a formarsi , tessono linguaggi nelle tecniche di movimento del corpo; usano le combinazioni di colpi e le armi come oggetti di contemplazione su cui costruire e adattare filosofie. Di fatto non esiste arte di combattimento che non sia ,in realtà, una parte di un più complesso percorso iniziatico di crescita personale. Lo Zen, il Buddhismo e il Tao si sposano con totale naturalezza alle arti marziali, come se fossero la terra in cui le radici dell’allenamento del corpo prosperano e si fortificano, diventando una cosa sola. Innumerevoli sono gli esempi di questo interscambio di pratica e teoria.

Osserviamo per esempio l’antica figura del Samurai. La figura di questi incredibili guerrieri richiederebbe di essere trattata separatamente, per via dei fiumi di cultura legati alla loro immagine, ma una frase di uno dei più famosi e leggendari spadaccini Giapponesi , Miyamoto Musashi, può aiutare a dare un’idea generale della loro levatura spirituale.
Egli ha scritto: “La Spada deve essere più di una semplice arma; Deve essere una risposta alle domande della vita.”

Quanta potenza in queste semplici parole, che ci danno almeno una vaga possibilità di comprendere quanto in origine , nell’ oriente del Mondo, avvicinarsi alle nobili Arti richiedeva devolvere la propria esistenza ad un percorso Spirituale, di suprema severità e importanza,che non lascia spazio alle futili dimostrazioni di forza , alle fiere di egocentrismi smisurati o alla pratica per passatempo.
Come però noi tutti ben sappiamo, purtroppo, l’iniquità degli uomini macchia e sfibra anche i tessuti morali più resistenti, così che l’eredità delle antiche tradizioni si annacqua sempre più , fino a giungere ai giorni nostri, dove tutta la levatura quasi ancestrale delle Arti supreme si è ridotta ad una realtà minuscola , come un atomo, così lieve da essere a malapena percepibile. Se osserviamo con occhio distaccato la parabola discendente della “purezza d’intento” che ha caratterizzato il mondo delle Arti Marziali , non possiamo fare ameno di scorgere una netta somiglianza con il destino delle scuole iniziatiche occidentali.

Gli Ordini sono passati da essere imprescindibili punti di riferimento per i veri aspiranti alla Verità, alla conoscenza e alla libertà, ad essere discreditati e insozzati dal cupo lavoro di impostori, farabutti e ciarlatani di ogni tipo. Oggi chiunque abbia a disposizione un testo di Magia cerimoniale e cinque minuti di tempo tra un’idiozia e l’altra , si proclama Maestro e guida spirituale, illuminato da chissà quale misteriosa potenza divina, che lo ha reso , a suo dire naturalmente , portatore della Verità universale sulla Terra. Allo stesso modo, ovunque si vada si possono trovare Dojo creati e gestiti da stupefacenti Maestri di altrettanto stupefacenti tecniche di combattimento.
L’Egocentrismo , la brama e il desiderio di supremazia sono comuni in entrambi i casi, perchè in entrambe le situazioni si agisce a favore di uno o più scopi che non riguardano nè la Verità nè la conoscenza. Se esaminiamo ancor più attentamente le similitudini tra l’esoterismo d’occidente e le tradizioni delle Arti orientali, troveremo un’altro dato interessante. In entrambi i casi vi è stato , ad un punto della storia, un cambiamento epocale che si è rivelato ESSENZIALE E INEVITABILE , ma di una violenza tale da aver gettato scompiglio e , ahimè , diversi fraintendimenti. Questa rivoluzione ha come portavoce due personaggi straordinari e meravigliosamente complessi.

er quel che riguarda l’Occidente , fu Aleister Crowley a segnare la linea di separazione tra passato e futuro, poichè fu colui che decretò un nuovo sistema di Magia in cui gran parte del vecchio sistema iniziatico viene messo al bando come obsoleto e inadeguato alle caratteristiche dell’uomo moderno. Ma non solo: Crowley crede sia anche arrivato il momento di togliere il velo a molti di quelli che , prima della sua rivoluzione, erano considerati segreti iniziatici. Non desidero entrare di più nel merito di questa questione, poichè si tratta di un argomento assai profondo e vasto, che richiede un trattato a se stante. E’ sufficiente sapere che Il Maestro Therion , con il suo lavoro, ha rivoluzionato l’intero sistema Iniziatico Occidentale, andando incontro a critiche e calunnie di ogni genere.
Allo stesso modo un altro personaggio si è fatto carico di un fardello simile, riguardante , però , i sistemi di insegnamento delle antiche discipline marziali d’Oriente. Costui fu il grande Bruce Lee.
Così come Aleister Crowley, Bruce Lee ritiene che il tempo della segretezza e dei pomposi e antiquati sistemi sia giunto al termine, così decide di fare qualcosa che nessun asiatico si sarebbe mai sognato di provare: sfida le inviolabili leggi delle scuole Cinesi e decide di insegnare i segreti del Kung Fu anche agli occidentali. Ma non si limita a questo; critica apertamente e aspramente migliaia di anni di tradizioni , e , poco più che ragazzo, formula un sistema completo di filosofia e combattimento chiamato Jeet Kune Do ( esattamente come, parallelamente, se pur con delle differenze , fece Crowley con l’esoterismo).
Questi eventi portano a un cambiamento epocale, se pur in ambiti ,circostanze e tempi differenti. Quel che è evidente è il risultato comune che si è verificato, ovvero il riformularsi del passato in una nuova e più efficiente forma, adatta alle esigenze di uomini e donne sempre più inadeguati al dogmatismo settario tanto caro al mondo antico, che , seppur base imprescindibile e insostituibile di apprendimento, perde di significato in quest’epoca dove i valori devono essere letteralmente riscoperti , non essendo più inglobati nello stile di vita caotico e egoistico a cui oggi siamo abituati. Lo stesso Lee inserisce dei concetti nuovi, assoluti : secondo la sua visione ogni persona ha diritto, se ne ha la volontà , di apprendere i misteri, e (ed è qui che risiede la vera potenza del suo metodo) che ognuno , ogni Uomo e ogni Donna, ha una realtà propria da sviluppare, un universo unico differente da qualsiasi altro.
Entrambe le nuove scuole di pensiero si focalizzano sul fatto che ogni individuo è assolutamente unico, con una visione totalmente personale dell’ esistenza , con caratteristiche proprie e inimitabili. La straordinarietà di questi concetti è innegabile, eppure essi si sono dovuti scontrare con il portentoso muro dell’ignoranza umana. Il messaggio di libertà totale , raggiungibile solo con il totale annientamento delle falsità e delle dualità presenti nell’ Uomo , viene scambiato per una concessione a poter dare sfogo a tutti i più bassi istinti che caratterizzano la nostra specie , adottando la più completa indisciplina , la totale mancanza di autocontrollo e di regole su cui erigere il santuario della propria Anima.
Questi sono i motivi che hanno portato al tramonto quasi totale delle Arti Marziali come metodo di evoluzione spirituale, regredendole a semplici attività agonistiche e di sfogo , esattamente come la spiritualità delle tradizioni esoteriche Occidentali è bruscamente scivolata tra le braccia di indegni praticanti ” a tempo perso”, persone che desiderano raggiungere i risultati senza comprensione e con il minor sforzo possibile,così che quel che ottengono non è altro che un palcoscenico vezzoso su cui far esibire la pienezza del proprio Ego. Avvicinandomi alla conclusione di questo mio breve scritto desidero sollevare un’idea su cui – per chi ne avrà voglia – riflettere: L’odierna società sembra essere priva di senso, una grande follia in cui Paura, rabbia, oppressione e l’infinito senso di Vuoto tessono la loro ragnatela di “quieta disperazione” – parafrasando H. D. Thoreau – . Ai nostri occhi sembra che ogni pensiero di Valore e nobiltà si sia dissolto come acqua sotto i torridi raggi di questo Sole di miseria. A parer mio è però troppo facile, troppo comodo, pensarla in questo modo, perchè questa visone ci da la possibilità di scrollarci di dosso le responsabilità del fallimento collettivo. Dunque, si sono estinti i valori, o forse i valori ci sono, stupendi e portentosi come non mai, ma anche straordinariamente difficili da assimilare?
Grandi Menti del passato hanno mostrato che c’è una via d’uscita da questo pantano esistenziale, ma per percorrerla bisogna trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e additarsi come i colpevoli di questa frustrante situazione. Per brillare come Stelle bisogna accettare la responsabilità di tutto ciò che è incluso nella nostra orbita, e costantemente cercare la comprensione del fatto che ogni altra cosa è parte di noi, e noi ne siamo in parte responsabili.
Forse la Verità non è irraggiungibile; Forse la Libertà non è solo un’alienante utopia. La risposta potrebbe trovarsi nelle profondità del nostro Essere, custodita nel cuore della nostra Vera Volontà, e raggiungere questo tesoro nascosto potrebbe essere la salvezza di noi stessi e , di conseguenza, del Mondo intero.

Concludo con una citazione di Bruce Lee che spero possa , nella sua genialità, raggiungere abissi più profondi di quanto abbiano fatto le mie parole.
“L’ Arte è espressione della Vita e trascende il tempo e lo Spazio. Per dare una nuova forma e un nuovo significato alla natura o al mondo ci serviamo dell’ Anima attraverso l ‘Arte.”